Interviste ad atleti e istruttori

Ogni mese qualche domanda a un atleta Kronos e al suo allenatore,
oppure a qualcuno del nostro staff!

Intervista a...

Annamaria Pisani

Direttore Sportivo

Questa stagione 2018/2019 è una stagione importante per l'A.S.D. Kronos, stagione caratterizzata da una costante crescita di iscritti e di risultati. Gli atleti delle categorie Esordienti, Ragazzi, Cadetti e Allievi stanno mostrando l’entusiasmo di sempre e il giusto livello tecnico richiesto. Per mantenere il trend positivo e non smettere di migliorare, abbiamo deciso di sviluppare il settore tecnico, in particolare partendo dall’alto, invitando nella famiglia Kronos un tecnico di grande prestigio: Annamaria Pisani.

Per definire il livello tecnico di Annamaria Pisani basta ricordare due nomi: Mathieu Gnanligo Fousseni (nazionalità: Benin, minimo olimpico 400m Londra 2012, record nazionale 400m 45"82) e Libania Grenot (non ha bisogno di presentazioni) con cui Annamaria ha partecipato come Coach a Olimpiadi, Mondiali ed Europei. Dal 2010 collabora con la prestigiosa Società Biotekna Marcon di Venezia, coordinando un gruppo di atleti assoluti residenti nel Lazio che gareggiano per questa Società. E ora la sua esperienza è a disposizione della'A.S.D. Kronos come Direttore Tecnico.

1. Cosa pensi dell'A.S.D. Kronos?

Ho la Kronos nel cuore dal 1996. Gli impegni con le categorie Assolute e atleti d'Elite mi hanno portato fisicamente lontano dalla Società, ma affettivamente sono rimasta molto legata alla Kronos. Approfitto per ringraziare lo Staff dirigenziale per avermi voluta con loro. Collaboro con la Kronos da Settembre 2018, quindi tutto ciò che è stato prima si deve alla caparbietà e alla passione di un gruppo di persone (in particolare delle istruttrici Valeria Accili e Arianna Latini) che hanno lavorato senza sosta per lanciare il settore agonistico Kronos Farnesina e Tor Tre Teste. Si è raggiunto così nel 2018 il 4° posto regionale ai CDS Cadetti. Alcuni atleti sono stati convocati alle Rappresentative Regionali, segno di un buon lavoro tecnico svolto grazie anche alla fiducia e disponibilità che le famiglie degli atleti stessi hanno nei confronti delle allenatrici e dell'intera Società.


2. Quali sono le prime soddisfazioni di questa stagione 2018/2019?

Una delle prime grandi soddisfazioni di questo anno agonistico 2018/2019 è stato il lievitare delle iscrizioni, in tutte le categorie, fino alla categoria Allievi, tanto che la Società ha dovuto reclutare altri istruttori. Per quanto riguarda l'aspetto tecnico e risultati, segnalo il 6° posto al Cross Regionale Fidal del 27 Gennaio 2019, il 3° posto al Criterium Outdoor Ragazzi/e del 31 Marzo, il 3° posto della 4x400 allievi al Trofeo Regionale di staffette il 6 Aprile a Latina e un 3° posto alla 1a prova dei CDS Cadetti.

3. Quali sono i principali obiettivi per il nostro settore giovanile, maschile e femminile?

Tra gli obiettivi 2019, ci sono di sicuro:
1) Confermare/migliorare il 4° posto Regionale CDS Cadetti
2) Conseguire i minimi e partecipazione ai Campionati Italiani Allievi su cui la nostra Valeria Accili sta lavorando da tempo
3) Convocare il maggior numero di atleti alle Rappresentative Regionali
4) Privilegiare la preparazione multilaterale, che consente di formare l'atleta delle categorie giovanili in modo completo,  curando soprattutto la tecnica che se si allena troppo tardi non può essere acquisita.

4. Qual è il tuo sogno nel cassetto per questa nostra realtà?

I sogni nel cassetto che ho sono riuscire a formare una squadra Allievi competitiva e una squadra Junior, nel giro di 2 o 3 anni. Logicamente per ottenere tutto ciò occorrerà curare la crescita delle allenatrici.

5. Noti differenze tra i ragazzi di oggi e quelli di 20 anni fa?

Alleno dal 1996 e posso dire di essere stata testimone del cambiamento degli atleti. A mio parere gli atleti di 20 anni fa avevano la capacità di mettersi più in gioco, indipendentemente dal risultato che avrebbero potuto raggiungere in gara. Oggi c'è l'esaltazione del Campione, che porta quasi sempre alla rinuncia del mettersi in gioco per "paura" di figuracce o di non essere all'altezza degli esempi che i media ci propongono quotidianamente. Incontro questa realtà soprattutto nelle scuole.

6. Come gestisci il trittico magico Istruttrici - Atleti - Genitori?

L'atleta di sicuro è la figura principale, ma a livello giovanile do molta importanza ai genitori, che spesso fanno sacrifici affinché i loro figli possano praticare sport. Le istruttrici e gli istruttori Laura Maresca, Maria Rita Spinelli, Serena Fabbri, Stefania Ferdinandi, Fabio Olevano, Giulia Concilio e Lara Brugnetti (altro grande ritorno nella famiglia Kronos) e le già citate Arianna Latini e Valeria Accili, su cui la Società può contare, sono persone tecnicamente ben preparate che lavorano con molta passione, e questa passione la trasmettono ai ragazzi che allenano. E’ una bella atmosfera e ho voluto fortemente degli incontri periodici Genitori-Allenatrici-Atleti-Dirigenti per rafforzare e monitorare lo "stato di salute" dell'intera Società. Credo che, essendo uniti da un obiettivo comune, se si rispettano i ruoli il successo è praticamente assicurato.

7. Cosa speri di vedere tra tre anni?

Spero di vedere una bacheca Kronos nutrita, istruttrici appagate e atleti evoluti con risultati di rilievo. Forza Kronos!

Intervista a...

Alessio Guadagno

Specialità: velocità

"...mi piace essere libero"

1. Che scuola frequenti?

Istituto Tecnico Geometra Leopoldo Pirelli.

2. Hai fatto altri sport?

Sì, il nuoto per alcuni anni, ma non mi piaceva per niente e cercavo sempre di non andarci, e il basket per un anno, ma non mi appassionava più di tanto, un po' per l'allenatore e un po' per il gruppo.

3. Perchè hai scelto l'atletica?

Perché mi è sempre piaciuto correre, non mi piace essere confinato in qualcosa: mi piace essere libero, e con l'atletica trovavo questo spirito. Poi anche per la quantità di discipline che si possono praticare e perché è uno sport che si pratica all'aperto.

4. Come hai conosciuto la Kronos e cosa ti piace della società?

Cercavo un campo di atletica e ho trovato il campo di Tor Tre Teste che era più o meno vicino casa e sono andato a fare una prova. Non mi aveva fatto tanto impazzire all'inizio, ma ho comunque deciso di andare avanti. L'anno dopo sono passato con Valeria e ho iniziato a fare qualche gara con la Kronos, una società molto piccola e per questo molto bella. In molte società grandi e anche conosciute, sei una persona come un'altra, se ci sei o non ci sei fa poca differenza, ce ne sono altri come te. Qui invece essendo pochi non esserci fa la differenza, e questo lo si è visto nei Campionati di Società, dove ci siamo organizzati: ognuno doveva fare una gara, e se mancavi tu, perdevano tutti. Magari in un'altra società se manchi tu ti rimpiazzano in mezzo secondo, ce ne hanno tanti. Con la Kronos invece, appunto perché siamo pochi, ognuno si impegna e così si forma una squadra in uno sport che è nato per essere individuale, ma che abbiamo trasformato in uno sport di squadra.

5. Gioie e dolori della stagione appena passata, quali esperienze ti piace ricordare del 2018?

Beh, ho avuto la delusione che per quei pochi centesimi che erano, non sono riuscito a fare il mimimo per gli italiani sui 300 metri, però è anche vero che ciò mi ha aiutato a impegnarmi di più di quanto facessi prima, e mi ha dato la carica per il nuovo anno. Ho anche avuto diverse gioie, nelle gare, dove ho ottenuto diversi risultati, alcuni piacevoli e altri meno. Ho fatto delle nuove esperienze, come ne "Ai confini delle Marche" ad Ancona dove sono stato convocato per la rappresentativa regionale, ottenendo il secondo posto insieme ai miei compagni nella 4x200. Di fatto è stato un anno in cui sono maturato molto sotto diversi aspetti.

6. Che cosa ti aspetti dalla prossima stagione?

Mi sembra d'obbligo fare il minimo per gli italiani nei 200 metri, spero anche di liberarmi del problema dell'ansia che mi condiziona in ogni gara e non mi consente di dare il mio meglio.


7. Che cosa ti aspetti possa "regalarti" l'atletica?

Di sicuro mi regalerà molte gioie come già sta facendo, mi ha regalato delle belle esperienze, un bellissimo gruppo con il quale mi trovo benissimo, abbiamo legato molto, e mi continuerà a far crescere sia sportivamente che come persona.

8. Come coniughi lo studio con lo sport?

Cerco di fare entrambi, di studiare e di non saltare mai un allenamento. Fortunatamente non sono mai troppo carico di compiti, ad eccezione di alcune occasioni, quando devo impegnarmi per poter gestire tutto.

9. Due parole sulla tua allenatrice, com'è il vostro rapporto?

Particolare e divertente, fatto di prese in giro e di momenti più seri. Mi aiuta in allenamento a migliorarmi e in gara a mantenere sotto controllo l'ansia, mi ricorda di fare quelle due o tre cose che mi dimentico, mi tiene d'occhio. È una persona su cui posso contare, e che mi ha fatto crescere molto sotto diversi aspetti sia in ambito sportivo che non. Spero rimanga la mia allenatrice ancora per un po' di tempo, le voglio bene.

Intervista all'allenatrice

Valeria Accili

10. Punti di forza di Alessio?

E' arrivato a me al primo anno ragazzo. Appena lo vidi fare un balzo a piedi pari mi stupii dell'estrema elasticità che aveva nei piedi. Ed è tramite l'elasticità che negli anni è riuscito a esprimere il meglio di sè, arrivando a saltare in alto più della sua altezza del corpo. Piedi forti, umiltà, educazione di altri tempi, rispetto per chi lavora per lui, e un grande sogno nel cuore. Queste sicuramente sono le sue qualità, aiutato sempre da mamma Simonetta e papà Massimo, i suoi due pilastri, che lo sostengono nel modo più sano che conosco. Con Ale insieme, come è cresciuto lui, sono cresciuta anche io e devo ringraziarlo per questa grande possibilità che mi dà. Fortunatamente alla base c'è un grande rapporto di fiducia reciproca, senza la quale non avremmo raggiunto nessun tipo di successo. E il conoscerci ormai da 5 anni mi dà la possibilità di carpire dalle sue espressioni il pensiero che c'è dietro, quando c'è bisogno di stemperare la tensione o quando possiamo concentrarci di più.

11. Punti da migliorare?

Come ha detto lui spesso, l'ansia gioca brutti scherzi, ma piano piano comincia a gestirla e non permettere di inficiare sulla prestazione. A volte negli allenamenti devo ricordargli di dare il meglio, sembra che voglia un po' tenersi per sè le alte prestazioni ma sono sicura che è solo dettato dall'età: capirà anche questo.
Nel frattempo se avete voglia di sfiorare la sindrome di Stendhal, venite ad ammirare i piedini magici di Ale, quella rara bellezza di movimento che per me è poesia pura.

Intervista a...

Giulia Lucarelli

Specialità: lancio del giavellotto

1. Come hai conosciuto la Kronos?

Diciamo che ho iniziato ad appassionarmi veramente all'atletica nel 2011 quando per la prima volta sono andata a Cervia in Emilia Romagna, a fare la mia prima staffetta. Mi sono così innamorata di quell'ambiente che ho chiesto a mio papà di iscrivermi in una società di atletica e da lì è iniziato tutto. Il caso ha voluto che grazie ad un volantino ed una lezione di prova in una calda giornata sono stata accolta a braccia aperte dalla Kronos e non sono più andata via.

2. Hai fatto altri sport?

Sì. Prima di orientarmi sull'atletica ho fatto altri due sport: danza e basket. Il primo l'ho iniziato da piccolissima, avevo 4 anni e ho continuato fino a 5 e mezzo. Ero la più grande del mio corso e facevo lezione sia di danza classica che di danza moderna. Poi ho lasciato e sono andata a fare basket nella palestra in cui lo faceva mio fratello e ho proseguito gli allenamenti per quasi 3 anni (oltre ad essere l'unica ragazza ero la migliore nei tiri liberi!). All'inizio della quarta, come ho già detto, ho partecipato ad una gara in Emilia Romagna e lì ho conosciuto l'amore per l'atletica, che prima coltivavo con il mio papà nel parco vicino casa, lanciando i bastoni e le palline di gommapiuma, e non me ne sono più staccata.

3. Perché hai scelto l’atletica?

Non so bene il perché. So solo che essere su quel campo con intorno un sacco di gente tra cui i miei amici, mettendomi alla prova, affrontando piccole sfide con coraggio, mi ha portato a desiderare di essere parte di un gruppo che facesse insieme tutto questo, che si divertisse e soprattutto che accettasse le diversità di ciascuno.

4. Che cosa ti aspetti dalla prossima stagione?

Sicuramente mi aspetto di continuare a lavorare sodo per ottenere dei risultati sempre migliori e di rimanere nel gruppo meraviglioso in cui mi trovo ora. Da gennaio cambierò il peso dell'attrezzo e sarà una sfida a campo aperto che affronterò a testa alta, ma che mi servirà ad entrare sempre di più nell'ottica di una vera giavellottista.

5. Che cosa ti aspetti possa “regalarti” l’atletica?

Beh ormai posso dire che il regalo più grande posso farmelo solo continuando per la mia strada e non arrendendomi. Sicuramente l'atletica è diventata per me una chiave di lettura per qualsiasi cosa, tramite lei riesco a sfogarmi e a trasformarmi. Per questo spero che un giorno riesca a regalarmi il sogno a cui ogni atleta aspira, ma per scaramanzia non lo precisiamo adesso!

6. Che scuola frequenti?

Frequento il liceo scientifico statale J. F. Kennedy a Monteverde e mi trovo molto bene in questo ambiente.

7. Come coniughi lo studio con lo sport?

Diciamo che è una guerra con molti feriti. Alcune volte trascuro uno per concentrarmi sull'altro e quindi spesso sono costretta a limitare i miei allenamenti per poter ottenere buoni risultati nello studio, ma non mi pesa più di tanto perché entrambi mi piacciono e solo la stanchezza può essere un ostacolo al mio impegno e alla mia concentrazione, per il resto me la cavo abbastanza bene.

8. Cosa consiglieresti allo staff della Kronos?

Cosa consiglierei... beh ormai è da qualche anno che non c'è più una vera e propria squadra femminile di cadette e questo mi dispiace molto, perché io ho sempre dato il massimo per me e per tutta la società. Mi piacerebbe molto condividere la mia determinazione con altre ragazze, e soprattutto mi piacerebbe partecipare ai campionati di società.

9. Due parole sul tuo allenatore?

Due parole sono poche per rispecchiare a pieno quello che è il mio rapporto con Fabio. Sicuramente c'è sempre stato e c'è tutt'ora rispetto tra di noi, e questo ha sempre portato a conseguenze positive. Andiamo molto d'accordo e ci piace vedere gli allenamenti come un momento per stare tutti insieme in armonia e mettere in pratica ciò che ci piace. Stare molto insieme ci ha portato a coltivare sempre di più un forte legame e adesso siamo inseparabili. Fabio è un allenatore spettacolare, c'è sempre per me, mi rende felice, mi sprona a migliorare e fa risaltare il meglio di me. Non penso di conoscere un rapporto come il nostro e spero che duri a lungo, sono stata fortunata a trovare una persona come lui in questo ambiente che amo tanto e soprattutto è bello che oltre alla passione in comune per il giavellotto sia nato anche dell'altro.

Intervista all'allenatore

Fabio Olevano

10. Punti di forza di Giulia?

Le caratteristiche migliori di Giulia sono la tenacia e la determinazione, con le quali affronta tutto ciò che fa. Inoltre ha una spiccata curiosità intellettuale, non così comune per una ragazza della sua età, che a mio parere è una componente fondamentale per ottenere risultati in atletica, particolarmente in una specialità tecnica come il giavellotto. Per quanto riguarda le qualità fisiche, Giulia ha una notevole mobilità articolare, unita ad un buon livello di forza e piedi reattivi, caratteristiche che le permettono di eseguire una rincorsa molto efficace.

11. Punti da migliorare?

Senza dubbio ci sono ancora molte cose sulle quali dobbiamo lavorare, ed è assolutamente normale alla sua età. Dal punto di vista tecnico ci sono dei piccoli problemi da risolvere, e nel giavellotto anche un piccolo errore può incidere in modo importante sulla prestazione. Perciò dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare per lanciare quel giavellotto sempre più lontano!